Gabriele d'Annunzio

Disponibilità: Disponibile

€ 18,00
Gabriele D'Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1º marzo 1938)
, principe di Montenevoso, è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo, aviatore, militare, politico e giornalista italiano,
simbolo del Decadentismo italiano, del quale fu il più illustre rappresentante, ed eroe di guerra.

Soprannominato il Vate cioè "il profeta", occupò una posizione preminente nella letteratura italiana
dal 1889 al 1910 circa e nella vita politica dal 1914 al 1924.
Come letterato fu eccezionale e ultimo interprete della più duratura tradizione poetica italiana e
come politico lasciò un segno sulla sua epoca e una influenza sugli eventi che gli sarebbero succeduti.
Variante

* Campi obbligatori

€ 18,00

Dettagli

IO HO QUEL CHE HO DONATO, perché nella vita ho sempre amato. (25 agosto 1922, da Siamo spiriti azzurri e stelle: diario inedito (17-27 agosto 1922), Giunti, 1995) Inciso sul frontone all'ingresso del Vittoriale, e'questo il più celebre dei motti dannunziani. Alla affermazione apparentemente paradossale,usata dal poeta fino agli ultimi anni della sua vita, e legata l'idea della generosità e della munificenza a cui il Poeta si ispirò sopratutto negli ultimi anni trascorsi al Vittoriale. Racchiuso in un tondo recante la figura di una cornucopia, simbolo dell'abbondanza, o impresso al centro di due cornucopie, il motto si trova impresso sui sigilli, sulla carta da lettere e su tutte le opere di Gabriele d'Annunzio pubblicate dall'Istituto Nazionale e dall'Oleandro. SI SPIRITUS PRO NOBIS, QUI CONTRA NOS? (Se lo spirito è con noi, chi potrà andare contro di noi?) Parafrasi della frase biblica “Si Deus pro nobis, qui contra nos?” Il motto precede i 65 articoli della Carta del Carnaro; d’Annunzio fece ricamare al centro del grande vessillo rosso della Reggenza, issato a Fiume nel Settembre 1920. Ora il gonfalone si trova nella Stanza delle Reliquie al Vittoriale, Raffigura le 7 stelle ell’Orsa, racchiuse dal cerchio formato da un serpente d’oro che si morde la coda, simbolo dell’eternità. MEMENTO AUDERE SEMPER (Ricordati di osare sempre) E’ il più celebre motto di guerra dannunziano, legato alla memorabile “Beffa di Buccari” l’impresa compiuta nella notte tra il 10/11 Febbraio 1918. Il timoniere dei MAS, il motoscafo antisommergibile destinato all’impresa, ora conservato al Vittoriale, aveva composto un acrostico in latino con lettere del Mas “Motus Animas Spes”, ma il motto sembrò poco energico al D’Annunzio che lo cambiò all’ultimo momento e lo fece incidere sulla tavoletta della ruota dietro il timone. Il poeta volle per il motto un disegno del De Carolis raffigurante un braccio che emerge dai flutti stringendo una corona di rami di quercia.

© 2014 Spaghetti Connection